Daniela Mastrolorenzo

EX Mattatoio

Uno stabile molto grande. In origine ex Mattatoio poi dismesso.  Erano iniziati i lavori di ristrutturazione, ma poi fermati. Doveva essere la nuova caserma vigili urbani e protezione civile. Per me è uno spazio con grandi risorse, ma non sfruttato.

Daniela Mastrolorenzo

Teatro Mascagni

Il Teatro/Cinema Mascagni fino al 1970/80 era attivo, è stato un punto di ritrovo per molti giovani. Aveva ampia platea con sedili in legno e un ampio palcoscenico. Negli anni più recenti era stato installato anche un cinematografo per la proiezione di film. Attualmente è in uno stato di degrado e abbandono da parte del proprietario. Ci sono state varie campagne di sensibilizzazione tra cui  “Movimento La Lira”, per motivare il proprietario ad iniziare i lavori di riqualificazione. Dopo il loro inizio ha bloccato i lavori.

La situazione continua cosi dal 2012  e dopo 6 anni non è cambiata.

 

Vetvin Matese

Licheni Matese

Licheni. Il segno del benessere dei luoghi.
Queste splendide creature, simbiosi di un’alga ed un fungo, vivono spesso come “rupicoli” su roccia naturale o su vecchie abitazioni spesso disabitate o ruderi. La presenza dei licheni, straordinari bioindicatori, è un importante segno del benessere di quell’ambiente, essendo molto sensibili all’inquinamento atmosferico.
I licheni in foto sono stati ripresi sulle pietre che costituiscono lo “scalone” del percorso che conduce dal centro storico di Piedimonte Matese al Convento di S.Maria Occorrevole. Uno splendido percorso, costruito dall’Ordine dei Frati Minori (Francescani) che, come vuole la leggenda, vennero aiutati fisicamente dalla Contessa di Sanseverino.  Il tempo ha permesso che questi gradoni, che raccontano la storia degli ultimi 400 anni del luogo, sono un grandioso substrato perché esseri naturali abbiano potuto “colorarli” con la loro vita.

Sarebbe utile recuperare questo straordinario percorso, storico, naturalistico e di culto religioso, preservando queste vite che nei secoli hanno saputo creare il miglior equilibrio. Un percorso panoramico che in progressione fa scoprire l’intera valle del Medio Volturno, oltre ad essere, per l’intero circondario, un grande valore di tradizione e di vita, divenendo il rifugio nei momenti in cui si desidera evadere dal “logorìo della vita quotidiana”.

 

Vetvin Matese

Muri e Natura

Muro perimetrale della Villa Comunale. Laddove l’uomo non cura ciò che realizza, la Natura prende il sopravvento.

L’incuria dopo la costruzione è il peggiore dei mali delle opere pubbliche. Tanto entusiasmo, tanto interesse nel fare e nell’inaugurare, altrettanta scarsa o assente attenzione nel curare ciò che è stato realizzato. Ma la Natura, con le sue creature e con i suoi colori, prende il sopravvento e riesce a corredare quell’ambiente, colmando l’inefficienza dell’uomo che amministra.

In quei luoghi erano presenti enormi mura di perimetrazione del giardino degli Egg, fondatori e curatori del cotonoficio presente in quell’area da fine ‘700 fino all’ultimo dopoguerra.  L’attuale Villa Comunale di Piedimonte Matese era il giardino dell’abitazione. Ma i tentativi di recupero di un monumento naturale di Piedimonte abbisogna di tanta attenzione e cura, simbolo ed affezione per la popolazione locale.

Carla Di Feo

Ex mattatoio

Passeggiando nei pressi della stazione si incontrano le mura bianche di una struttura chiusa ma in lavori in corso. A prima impressione sembra o un cimitero o un mercato al coperto. È un ex macello, in parte rinnovato per ospitare i vigili ma di fatto abbandonato per liquidità volatilizzata.

  • 00_LOGO_RUDERI-BIG

    INVENTARIO: Mappatura creativa del Matese

    Programma Workshop

    * Tutti gli itinerari proposti verranno realizzati anche in caso di bel tempo (cit. Vaghe Stelle) quindi portate tutto quello che vi occorre, oltre al k-way anche un cappellino e la crema solare, che non si sa mai!

    * Si consiglia un abbigliamento comodo e scarpe da ginnastica (o da trekking per l’itinerario di domenica pomeriggio).

    * Per poter documentare e poi inserire i punti sulla mappa – nel corso delle esplorazioni o al ritorno a casa – i partecipanti sono invitati a portare con sè macchina fotografica e/o smartphone e/o tablet, e anche un semplice taccuino per appunti.

    Sabato 14 Aprile 2018

    Ore 14:30 ritrovo alla Pro Loco di San Potito Sannitico

    Ore 14:30 ritrovo al centro polifunzionale ex-GEZOOV (San Potito Sannitico)

    Dopo una breve introduzione del progetto partiremo per il primo itinerario di esplorazione e mappatura in zone incerte tra rurale e urbano, agricolo e industriale.
    Invitiamo tutti a venire in bicicletta perché il primo itinerario sarà percorso con questo mezzo che ci sta molto a cuore. La bicicletta infatti non solo non inquina ma ci aiuterà anche a vedere, a una velocità diversa, territori che spesso attraversiamo di fretta e senza prestarvi molta attenzione (IMPORTANTE: se non avete una bici e volete partecipare avvisateci e faremo in modo di trovare una bici anche per voi!).

    Domenica 15 Aprile 2018

    Ore 10:00 ritrovo alla Biblioteca di Piedimonte Matese

    Dopo qualche minuto di introduzione per gli amici che si sono persi l’itinerario di sabato pomeriggio partiremo alla volta del secondo percorso, che verrà fatto a piedi. Esploreremo angoli magici e nascosti, ma spesso dimenticati e abbandonati, del cuore storico e culturale del Matese.

    14:30 ritrovo al Palazzo Ducale di Piedimonte Matese

    Dopo qualche minuto di introduzione per gli amici che si sono persi il primo e il secondo itinerario, partiremo alla volta del terzo percorso. Questo itinerario, realizzato in collaborazione con l’associazione Love Matese, ci permetterà di cogliere altre particolarità del sistema Matese: pochi centri urbani collegati fra loro da una rete di sentieri di montagna.

    Giovedì 3 Maggio 2018

    Ore 21:00 presentazione di “Inventario” e proiezione di “Piccola Terra” 

    Ore 21:00 In occasione del Festival Altre Prospettive (San Potito Sannitico, 26 aprile – 12 maggio) Ru.De.Ri presenta Inventario: mappatura creativa del paesaggio del Matese, al Teatro comunale di San Potito Sannitico.
    Nella stessa serata verrà proiettato “Piccola Terra” (2012), un film di Michele Trentini che racconta il paesaggio terrazzato della Valbrenta e le storie delle donne e degli uomini che attraverso l’iniziativa “Adotta un terrazzamento”, stanno cercando non solo di contrastare l’abbandono ma anche di inniettare nuove energie per ri-abitare queste montagne. 

  • 00_LOGO_RUDERI-BIG

    Storia del Matese

    La storia del Matese ha origine nel Mesozoico.
    In quel periodo il Matese ancora non esisteva e al suo posto c’era il golfo di un immenso oceano: la Tetide.
    Circa 50 milioni di anni fa, nel Paleocene, la placca Africana – nel continuare la sua avanzata verso nord – comincia a chiudere la Tetide, dando inizio all’orogenesi appenninica e al sollevamento del Matese dai fondali. Nell’Eocene, la Tetide finalmente si chiude lasciando il posto al Mar Mediterraneo. Ancora oggi, il Matese, è un’isola sull’Appennino meridionale, ricca e lussureggiante. In alto mare.

    Compreso fra due regioni (Molise e Campania) e quattro province (Campobasso, Isernia, Caserta e Benevento) questo massiccio montuoso dell’Appennino sannita è diventato Parco regionale dal 1993. L’area, vasta oltre 33.000 ettari, non è omogenea dal punto di vista geomorfologico e socio-economico e non può essere intesa in maniera unitaria, l’economia è piuttosto debole e risente pesantemente dello spopolamento avvenuto nel secondo dopoguerra e della scarsa integrazione tra le diverse attività produttive.

    Margini

    Nell’immaginario collettivo il Matese, come gran parte del Sud Italia, è un margine. Ma il margine è anche un’occasione, la terra promessa di pionieri ed esploratori oltre che un dispositivo culturale. Attraverso INVENTARIO quello che ci proponiamo è proprio di esplorare questo margine. Lo faremo con il corpo ma anche con la fotografia e le nuove e vecchie tecnologie, in quanto strumenti capaci di muoversi tra gli steccati disciplinari e settoriali, così come di varcare frontiere spazio-temporali, ispirare progettualità, riposizionamenti e, soprattutto, contribuire alla ridefinizione stessa di concetti e convenzioni.

  • 00_LOGO_RUDERI-BIG

    Cosa sono i catasti comunali?

    I catasti comunali hanno origini molto antiche e sono da sempre costituiti da documenti, mappe e atti vari che permettono di individuare la superficie, i possessori, e la cronistoria delle mutazioni dei beni immobili esistenti sul territorio dello Stato che appartengono tanto a soggetti privati che pubblici (comprese le superfici occupate da strade e acque). Questa modalità di archiviazione, pur utilissima, è tuttavia espressione anche di rappresentazioni e convenzioni che vanno, spesso, rimesse in discussione per poter avviare dei processi di rigenerazione. Chi stabilisce cosa è un bene? Cosa è marginale e cosa centrale? Quali elementi e attività sono risorse e quali carenze?

    Queste nozioni e convenzioni rivestono un ruolo cruciale nei nostri stili di vita, così come nelle scelte abitative e di investimento di singoli e organizzazioni. Avviare, come ci proponiamo con INVENTARIO, un percorso di indagine e mappatura che porti alla realizzazione di un nuovo tipo di catasto ci è pare quindi un’impresa non più rimandabile. Bisogna costruire collettivamente catasti distribuiti e aperti che contengano anche tracce della componente emotiva legata a questi beni, così come degli immaginari e dell’immaginazione che li plasmano non solo per poter scandagliare, comprendere e documentare i territori che abitiamo tutti i giorni, ma anche per poter agire una prospettiva e un’intenzione diversa, e far emergere, insieme alle caratteristiche oggettive, alle difficoltà e alle contraddizioni, anche il potenziale delle risorse – (ri)conosciute e non – di un territorio.