Una strada di paese dove le persone cercano di sopravvivere al virtuale della rete, alla dipendenza dai like, alle visualizzazioni senza confidenza, al bisogno di essere popolari senza il rischio delle relazioni.
Nel centro storico di San Lorenzello, sulla strada detta Chiana, gli abitanti si sono organizzati per rendere più piacevole l’usanza delle serate estive di mettersi davanti casa a prendere fresco scambiando una chiacchiera con il vicino.
E’ bastata l’idea di dipingere le vecchie sedie esposte al sole o chiuse in cantina per rendere variopinto il quartiere.
La piacevolezza dell’arte decorativa ha permesso di dipingere le sedie con l’aggiunta di un “commento” o un twit diretto all’ampiezza del mondo o alla strettezza del vicinato.
Ciascuno si prodiga secondo il proprio saper fare, alcuni dipingono, altri ricamano, qualcuno si dedica a pizzi e merletti, altri riciclano per inventare estrose sedute.
Dopo cena, spenti tablet e televisione, le persone rianimano la strada con le loro voci, mentre i bambini giocano come una volta sotto lo sguardo attento di nonni, zii e vicini. Un piccolo cambiamento dal basso, un gesto di proattività che ciascuno ha voluto compiere senza delega.
La proattività è la possibilità di diventare protagonisti e attori di cambiamento, è la capacità di far accadere delle cose piuttosto che adattarsi e attendere.
Gli abitanti della “Chiana” sono i pro-attivisti capaci di esprimere creativamente la propria idea di territorio partendo dai bisogni personali e del quartiere.
Così facendo hanno rivalutato la strada quale bene relazionale, fatto di amicizie concrete e non virtuali, di scambi sociali e non bacheche, di trambusto e confusione, di chiacchere a volte pungenti, di sguardi, sorrisi e condivisioni.
Un “festival” di buone pratiche necessarie a combattere l’individualismo e la pochezza rassicurante delle relazioni virtuali.






