La giuria della Tammaro Rural Design Week 2026 è composta da professionisti e ricercatori di alto profilo internazionale, attivi nei campi del design, dell’architettura, dell’arte e dell’innovazione rigenerativa, con competenze che mettono in dialogo settori dalla bioingegneria alla governance dei servizi ecosistemici.

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Presidente di Living Future Europe (Bolzano, Italia)

Carlo Battisti

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Architetto, designer e curatrice indipendente; co-fondatrice di BRH+ (Torino, Italia)

Barbara Brondi

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Direttrice di Void Art Centre (Derry, Irlanda del Nord, UK) & Co-Direttrice di Vessel (Bari, Italia)

Viviana Checchia

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Professore di Tecnica e pianificazione urbanistica, Università degli Studi del Molise (Italia)

Luciano De Bonis

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Professoressa di Agronomia, Università di Salerno (Italia)

Enrica De Falco

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Professoressa di Design, Politecnico di Milano (Italia)

Barbara Del Curto

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Professore di Scienza dei Materiali, Università degli Studi di Napoli Federico II (Italia)

Paolo Netti

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Co-fondatrice di Endogenous Lab (Berlino/Lisbona)

Caterina Plenzick

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Co-Fondatrice e Direttrice di Positive LAB (Parigi, Francia)

Axelle Verges

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Architetto, membro di Supernature Labs

Astrid Wurdig

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Presidente di Living Future Europe (Bolzano, Italia)

Carlo Battisti

Ingegnere civile e Presidente di Living Future Europe, vanta oltre vent’anni di esperienza nel settore delle costruzioni, con ruoli manageriali e, negli ultimi diciassette anni, attività di project management e consulenza per l’innovazione sostenibile. È project manager certificato IPMA® e possiede qualifiche internazionali in ambito sostenibilità e benessere degli edifici (LEED®, Living Future, WELL, RESET, My Green Lab). È inoltre USGBC® e WELL Faculty™ ed è riconosciuto come Living Future Hero.

Dal 2009 al 2022 ha collaborato con IDM Alto Adige come innovation manager nell’Ecosystem Construction, supportando progetti di ricerca e sviluppo e programmi di innovazione sul comfort negli edifici. Ha coordinato attività di audit energetico e studi di fattibilità nell’ambito del progetto Green Communities promosso dal Ministero dell’Ambiente.

Ha guidato a livello europeo la COST Action RESTORE, contribuendo alla diffusione della sostenibilità rigenerativa nel settore delle costruzioni. Nel 2019 ha co-fondato Living Future Europe, impegnata nella transizione verso un ambiente costruito rigenerativo e attiva in programmi di formazione e progetti europei, tra cui Eyes Hearts Hands Urban Revolution (Horizon Europe).

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Architetto, designer e curatrice indipendente; co-fondatrice di BRH+ (Torino, Italia)

Barbara Brondi

Architetta, designer e curatrice indipendente con base a Torino, la sua ricerca intreccia pratica progettuale, riflessione teorica e pensiero critico su architettura, design contemporaneo e grafica.

Nel 2002 ha fondato con Marco Rainò lo studio BRH+, che opera attraverso un approccio interdisciplinare concependo l’architettura come azione culturale e leva di trasformazione sociale nel rispetto dell’ambiente. Lo studio sviluppa progetti, mostre e pubblicazioni, promuovendo una visione critica del design thinking contemporaneo.

È ideatrice e curatrice di IN Residence, programma culturale non profit dedicato alla ricerca nel design contemporaneo, che sostiene talenti creativi attraverso il Critical Thinking come strumento di innovazione culturale e sociale.

Tra i riconoscimenti dello studio figurano IN/ARCHITETTURA 2023, BIGSEE Tourism Design Award 2022 e Luxury Lifestyle Awards 2025, oltre a selezioni e nomination internazionali tra cui Dezeen Awards, The Plan Award e A+Awards.

È stata membro della Grand Jury dei FRAME Awards 2022 e, dal 2026, fa parte del Consiglio di Indirizzo della Fondazione per l’Architettura di Torino.

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Direttrice di Void Art Centre (Derry, Irlanda del Nord, UK) & Co-Direttrice di Vessel (Bari, Italia)

Viviana Checchia

Viviana Checchia è una curatrice, programmatrice e ricercatrice attiva a livello internazionale, attualmente direttrice del Void Art Centre di Derry, dove ha avviato una pratica vivente di permacultura sociale. 

Viviana è anche co-direttrice di ‘Vessel’, una piattaforma curatoriale internazionale con sede in Puglia, nel sud Italia, per il sostegno dello sviluppo sociale, culturale ed economico attraverso l’arte contemporanea.

In precedenza, è stata curatrice residente presso la Delfina Foundation di Londra, docente senior al Master of Fine Arts presso l’HDK-Valand dell’Università di Göteborg e curatrice per il coinvolgimento pubblico presso il Centre for Contemporary Arts di Glasgow. Viviana ha prodotto e contribuito a una serie di progetti internazionali, tra cui il Young Artist of the Year Award di Ramallah e la quarta Biennale di Atene. 

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Professore di Tecnica e pianificazione urbanistica, Università degli Studi del Molise (Italia)

Luciano De Bonis

Professore ordinario di Tecnica e pianificazione urbanistica presso il Dipartimento di Bioscienze e Territorio dell’Università degli Studi del Molise. Insegna nei corsi di Ingegneria civile e Turismo, dei quali è stato presidente fino a gennaio 2026. È membro del Dottorato in Ecologia e Territorio e responsabile del LISP – Laboratory for Interactive Spatial Planning. È inoltre membro del Consiglio Scientifico e vicedirettore del Centro di ricerca di Ateneo ArIA – Aree Interne e Appennini.

È autore di oltre 140 pubblicazioni scientifiche dedicate principalmente all’interpretazione co-evolutiva e auto-organizzativa delle relazioni tra attività umane e ambiente. Coordina l’unità locale Unimol nei progetti PRIN 2022 RE-PLACE, dedicato ai servizi ecosistemici culturali nelle aree interne, e PRIN PNRR 2022 BIOCODE, sui modelli bioregionali di pianificazione partecipata. È inoltre responsabile del progetto dipartimentale “Progettazione territoriale clima-resiliente del paesaggio”, sviluppato come follow-up del progetto europeo Erasmus+ e-CREHA sulla resilienza climatica del patrimonio culturale.

Partecipa attivamente a reti scientifiche nazionali ed è membro del direttivo della Società dei/delle Territorialisti/e.

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Professoressa di Agronomia, Università di Salerno (Italia)

Enrica De Falco

Professoressa ordinaria di Agronomia e Coltivazioni erbacee (AGRI-02/A) presso l’Università di Salerno. Insegna Agronomia nel Corso di Laurea in Agraria e, presso il Dipartimento di Farmacia, Colture officinali e Coltivazione di piante per la produzione di alimenti funzionali e nutraceutici.

La sua attività di ricerca si concentra sull’uso delle piante per la salvaguardia dell’ambiente e la salute umana, con particolare attenzione alle tecniche agronomiche sostenibili e rigenerative. I suoi studi riguardano i servizi ecosistemici del verde urbano, le specie alimentari mediterranee ad alto valore salutistico, i sistemi cerealicoli e foraggeri negli ambienti meridionali, le piante aromatiche e medicinali e il recupero di metaboliti secondari da produzioni agricole mediterranee. Ha inoltre sviluppato ricerche sull’impiego di piante tintorie e residui agricoli per applicazioni innovative, anche nell’ambito della bioedilizia.

Coordina e partecipa a progetti nazionali e regionali sull’innovazione in agricoltura, tra cui PRIN-PNRR SMARTBIODUR e MASAF FilOBio. È autrice di oltre 90 pubblicazioni scientifiche, titolare di due brevetti sulle piante tintorie e promotrice dello spin-off accademico Naturalmente Colore.

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Professoressa di Design, Politecnico di Milano (Italia)

Barbara Del Curto

Professoressa ordinaria di Design presso il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano. È fondatrice e responsabile del gruppo di ricerca “Making Materials”, dove coordina progetti che integrano selezione dei materiali, sostenibilità, design e ingegneria.

La sua attività di ricerca si concentra sul design dei materiali e delle superfici, con particolare attenzione a materiali funzionali e circolari, nanotecnologie e trattamenti innovativi per migliorare le prestazioni e la sostenibilità dei prodotti. Il suo lavoro esplora l’interazione tra proprietà materiche, processi produttivi e progettazione, promuovendo approcci orientati all’economia circolare e alla responsabilità ambientale.

Le applicazioni della sua ricerca spaziano in diversi settori, tra cui imballaggio, arredo, gioielleria e tessile, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni progettuali innovative, ad alte prestazioni e a ridotto impatto ambientale.

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Professore di Scienza dei Materiali, Università degli Studi di Napoli Federico II (Italia)

Paolo Netti

Professore ordinario di Bioingegneria presso l’Università di Napoli Federico II, è coordinatore del Center for Advanced Biomaterials for Health Care (IIT@CRIB) della Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia, fondato nel 2010. La sua attività scientifica si concentra sullo studio dei biomateriali per la salute e il benessere, con particolare attenzione alle interazioni tra proprietà dei materiali, cellule e biomolecole e allo sviluppo di piattaforme avanzate per l’ingegneria dei tessuti. Ha contribuito a iniziative strategiche europee sui biomateriali nell’ambito del VII Programma Quadro ed è membro del panel di valutazione degli Advanced Grants dell’European Research Council. Ha svolto attività di tutoraggio scientifico per programmi di ricerca nazionali del MIUR e ha partecipato al gruppo di esperti per la definizione del Piano Nazionale della Ricerca 2021–2027. Dal 2021 è presidente del Gruppo Nazionale di Bioingegneria. È autore di oltre 400 pubblicazioni scientifiche, più di 30 capitoli di libro e oltre 30 brevetti.

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Co-fondatrice di Endogenous Lab (Berlino/Lisbona)

Caterina Plenzick

Designer e ricercatrice multidisciplinare, nel 2019 ha co-fondato Endogenous Lab, studio di ricerca e progettazione con sedi a Berlino e Lisbona, focalizzato su pratiche di design sperimentale e guidate dai materiali.

La sua ricerca esplora le tecnologie a base di micelio per applicazioni in ambito architettonico, con particolare attenzione ai materiali bio-based e viventi. I suoi interessi includono il design sperimentale e material-driven, l’intersezione tra biotecnologia e progetto come motore di innovazione, il design circolare e sostenibile e il ruolo del design come strumento di trasformazione e trasferimento di conoscenza.

I suoi progetti sono stati esposti a livello internazionale e hanno ricevuto diversi riconoscimenti.

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Co-Fondatrice e Direttrice di Positive LAB (Parigi, Francia)

Axelle Verges

Artista e consulente strategica specializzata in innovazione rigenerativa, eco-leadership femminile e trasformazione territoriale a base culturale. È co-fondatrice e direttrice di Positive LAB (www.positivelab.eu) , piattaforma ecofeminista europea che sostiene progetti cittadini allineati agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile; co-fondatrice di SIARQ (www.siarq.com) , azienda pioniera nel solar design con sede a Barcellona, specializzata nell’integrazione delle energie rinnovabili nell’architettura e nello spazio pubblico; e co-leader di SEA’sters, Take Care of Our Sea (www.seastersproject.org) un programma di arte partecipativa ed economia circolare orientato all’imprenditoria femminile e all’economia blu, finalizzato alla rigenerazione dei territori. Con una solida esperienza in progetti collaborativi europei, concepisce e dirige programmi rigenerativi di arte e cittadinanza, lavora come mentor e consulente strategica per iniziative a impatto e ha sviluppato metodologie e strumenti creativi originali per promuovere l’imprenditoria creativa, sociale e solidale, radicata nei territori e ispirata a una prospettiva femminile e rigenerativa.

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Architetto, membro di Supernature Labs

Astrid Wurdig

Impegnata nell’Architettura Visionaria, è direttrice con oltre 25 anni di esperienza nello sviluppo strategico, nel programme management e nella gestione di progetti in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Germania, Italia e nei Caraibi (Saint Vincent and the Grenadines).

Nel corso della sua carriera ha guidato e realizzato progetti culturali pluripremiati, tra cui musei nazionali, istituti di ricerca, padiglioni iconici per Expo, mostre, teatri, interventi nel settore dell’ospitalità e progetti sostenibili certificati LEED Gold e Platinum. Tra i progetti principali figurano il Mobility Pavilion di Expo 2020 Dubai, il National Museum of Qatar, il Corallium Red Sea Marine Life Institute di AMAALA per PIF e la creazione del dipartimento Culture Assets di AMAALA. Ha inoltre contribuito a importanti progetti internazionali come il Louvre Abu Dhabi, il Sony Center e la Marlene Dietrich Foundation a Berlino.

Ha collaborato con architetti e studi di fama internazionale tra cui Jean Nouvel, Rem Koolhaas (OMA), Tadao Ando, Foster + Partners, Renzo Piano, Adrian Smith + Gordon Gill, MET Studio London, Weta Workshop e Magnopus.

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    INVENTARIO: Mappatura creativa del Matese

    Programma Workshop

    * Tutti gli itinerari proposti verranno realizzati anche in caso di bel tempo (cit. Vaghe Stelle) quindi portate tutto quello che vi occorre, oltre al k-way anche un cappellino e la crema solare, che non si sa mai!

    * Si consiglia un abbigliamento comodo e scarpe da ginnastica (o da trekking per l’itinerario di domenica pomeriggio).

    * Per poter documentare e poi inserire i punti sulla mappa – nel corso delle esplorazioni o al ritorno a casa – i partecipanti sono invitati a portare con sè macchina fotografica e/o smartphone e/o tablet, e anche un semplice taccuino per appunti.

    Sabato 14 Aprile 2018

    Ore 14:30 ritrovo alla Pro Loco di San Potito Sannitico

    Ore 14:30 ritrovo al centro polifunzionale ex-GEZOOV (San Potito Sannitico)

    Dopo una breve introduzione del progetto partiremo per il primo itinerario di esplorazione e mappatura in zone incerte tra rurale e urbano, agricolo e industriale.
    Invitiamo tutti a venire in bicicletta perché il primo itinerario sarà percorso con questo mezzo che ci sta molto a cuore. La bicicletta infatti non solo non inquina ma ci aiuterà anche a vedere, a una velocità diversa, territori che spesso attraversiamo di fretta e senza prestarvi molta attenzione (IMPORTANTE: se non avete una bici e volete partecipare avvisateci e faremo in modo di trovare una bici anche per voi!).

    Domenica 15 Aprile 2018

    Ore 10:00 ritrovo alla Biblioteca di Piedimonte Matese

    Dopo qualche minuto di introduzione per gli amici che si sono persi l’itinerario di sabato pomeriggio partiremo alla volta del secondo percorso, che verrà fatto a piedi. Esploreremo angoli magici e nascosti, ma spesso dimenticati e abbandonati, del cuore storico e culturale del Matese.

    14:30 ritrovo al Palazzo Ducale di Piedimonte Matese

    Dopo qualche minuto di introduzione per gli amici che si sono persi il primo e il secondo itinerario, partiremo alla volta del terzo percorso. Questo itinerario, realizzato in collaborazione con l’associazione Love Matese, ci permetterà di cogliere altre particolarità del sistema Matese: pochi centri urbani collegati fra loro da una rete di sentieri di montagna.

    Giovedì 3 Maggio 2018

    Ore 21:00 presentazione di “Inventario” e proiezione di “Piccola Terra” 

    Ore 21:00 In occasione del Festival Altre Prospettive (San Potito Sannitico, 26 aprile – 12 maggio) Ru.De.Ri presenta Inventario: mappatura creativa del paesaggio del Matese, al Teatro comunale di San Potito Sannitico.
    Nella stessa serata verrà proiettato “Piccola Terra” (2012), un film di Michele Trentini che racconta il paesaggio terrazzato della Valbrenta e le storie delle donne e degli uomini che attraverso l’iniziativa “Adotta un terrazzamento”, stanno cercando non solo di contrastare l’abbandono ma anche di inniettare nuove energie per ri-abitare queste montagne. 

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    Storia del Matese

    La storia del Matese ha origine nel Mesozoico.
    In quel periodo il Matese ancora non esisteva e al suo posto c’era il golfo di un immenso oceano: la Tetide.
    Circa 50 milioni di anni fa, nel Paleocene, la placca Africana – nel continuare la sua avanzata verso nord – comincia a chiudere la Tetide, dando inizio all’orogenesi appenninica e al sollevamento del Matese dai fondali. Nell’Eocene, la Tetide finalmente si chiude lasciando il posto al Mar Mediterraneo. Ancora oggi, il Matese, è un’isola sull’Appennino meridionale, ricca e lussureggiante. In alto mare.

    Compreso fra due regioni (Molise e Campania) e quattro province (Campobasso, Isernia, Caserta e Benevento) questo massiccio montuoso dell’Appennino sannita è diventato Parco regionale dal 1993. L’area, vasta oltre 33.000 ettari, non è omogenea dal punto di vista geomorfologico e socio-economico e non può essere intesa in maniera unitaria, l’economia è piuttosto debole e risente pesantemente dello spopolamento avvenuto nel secondo dopoguerra e della scarsa integrazione tra le diverse attività produttive.

    Margini

    Nell’immaginario collettivo il Matese, come gran parte del Sud Italia, è un margine. Ma il margine è anche un’occasione, la terra promessa di pionieri ed esploratori oltre che un dispositivo culturale. Attraverso INVENTARIO quello che ci proponiamo è proprio di esplorare questo margine. Lo faremo con il corpo ma anche con la fotografia e le nuove e vecchie tecnologie, in quanto strumenti capaci di muoversi tra gli steccati disciplinari e settoriali, così come di varcare frontiere spazio-temporali, ispirare progettualità, riposizionamenti e, soprattutto, contribuire alla ridefinizione stessa di concetti e convenzioni.

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    Cosa sono i catasti comunali?

    I catasti comunali hanno origini molto antiche e sono da sempre costituiti da documenti, mappe e atti vari che permettono di individuare la superficie, i possessori, e la cronistoria delle mutazioni dei beni immobili esistenti sul territorio dello Stato che appartengono tanto a soggetti privati che pubblici (comprese le superfici occupate da strade e acque). Questa modalità di archiviazione, pur utilissima, è tuttavia espressione anche di rappresentazioni e convenzioni che vanno, spesso, rimesse in discussione per poter avviare dei processi di rigenerazione. Chi stabilisce cosa è un bene? Cosa è marginale e cosa centrale? Quali elementi e attività sono risorse e quali carenze?

    Queste nozioni e convenzioni rivestono un ruolo cruciale nei nostri stili di vita, così come nelle scelte abitative e di investimento di singoli e organizzazioni. Avviare, come ci proponiamo con INVENTARIO, un percorso di indagine e mappatura che porti alla realizzazione di un nuovo tipo di catasto ci è pare quindi un’impresa non più rimandabile. Bisogna costruire collettivamente catasti distribuiti e aperti che contengano anche tracce della componente emotiva legata a questi beni, così come degli immaginari e dell’immaginazione che li plasmano non solo per poter scandagliare, comprendere e documentare i territori che abitiamo tutti i giorni, ma anche per poter agire una prospettiva e un’intenzione diversa, e far emergere, insieme alle caratteristiche oggettive, alle difficoltà e alle contraddizioni, anche il potenziale delle risorse – (ri)conosciute e non – di un territorio.